Letter From Italy ~ Andrà tutto bene

GUEST POST:                                              Letter From Italy ~ by Anna Kay

I’m here, close to Siena, at the local supermarket. It’s small and it’s the only one where I can go shopping. As I stand in the line this morning, I look ahead of me at approximately 30 people…all one metre apart, some wearing masks and gloves, others no. It’s a surreal sight, one I thought I would never see in my lifetime.
These days supermarket shopping fills me with dread and sadness. No one speaks to anyone, people look down, politely say “excuse me” and go quietly on their way. There’s no music in this shop, I wish there was.
What strikes me as I wait are many things …
Here there is quiet.
I think of the scenes I’ve seen on the Internet of the panic shopping, fights and mayhem in the supermarkets in Australia and I am struck by the huge contrast with Italy. Here Italians know what needs to be done and they just do it. There’s no fighting or panic buying, there’s enough for everyone. If something is sold out, you wait for the next shop and hope it’s there. Perhaps at times like these you see the true reflection of a people. I know which I prefer.
I think about my parents who left post-war Europe to make a new life in New Zealand. And now here I am in Europe under difficult circumstances. It’s not war like back then where they knew who the enemy was, here the enemy is known yet invisible.
I feel fortunate that we have food. I remember my Mum telling me that during the war she would cry of hunger. Now I cry for different reasons. I cry for my family who is far away and hoping they are OK. I cry because I don’t know when I can see the beach again, have coffee with friends or have lunch at a restaurant. I cry because I realise that there is no clear future, we live day by day. No big plans can be made, no dreams fulfilled, not yet anyway.
What I mostly think about is my Italy, the place, where for a long time, I had wanted to be. It was my dream to come and live here and last May I made that happen. Italy is my home and there is no place I would rather be. I feel Italian, I am Italian, because in the last few days I have seen the true beauty of the citizens of this country. I have seen how they have bought music and song to their balconies (including the National Anthem), applause to the hospital workers, and flags and signs hanging from windows bearing “Andrà tutto bene” (everything will be alright). It’s all positive even though people are anxious; many are unable to work, and children unable to go to school. Who knows the return date but we continue smiling.
Today happens to be Italy’s birthday, when Italians remember the anniversary of the unification of Italy and the birth of the Italian state (March 17, 1861). There isn’t much to celebrate right now but what we can celebrate is the fact that we are all unified at this very difficult time.
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Lettera dall’ Italia
Anna Kay
Sono qui al supermercato locale, vicino a Siena. È piccolo ed è l’unico dove posso fare la spesa.
Mentre sono in fila, guardo davanti a me, ci sono circa 30 persone … tutte distanti un metro, alcune con maschere e guanti, altre no. È uno spettacolo surreale, che non avrei mai pensato di vedere in vita mia.
In questi giorni lo shopping nei supermercati mi riempie di terrore e tristezza. Nessuno parla con nessuno, le persone guardano in basso, educatamente dicono “mi scusi” e proseguono tranquillamente per la loro strada. Non c’è musica in questo negozio, vorrei che ci fosse.
Ciò che mi colpisce mentre aspetto sono molte cose …
Qui c’è silenzio.
Penso alle scene che ho visto su Internet di panico, lotte e caos nei supermercati in Australia e sono colpito dall’enorme contrasto con l’Italia. Qui gli italiani sanno cosa bisogna fare e lo fanno e basta. Non ci sono combattimenti o acquisti di panico, ce n’è abbastanza per tutti. Se qualcosa è esaurito, si aspetta la prossima volta. Forse in momenti come questi vedi il vero riflesso di un popolo. So quale preferisco.
Penso ai miei genitori che hanno lasciato l’Europa del dopoguerra per rifarsi una vita in Nuova Zelanda. E ora eccomi qui in Europa in circostanze difficili. Non è una guerra come a quel tempo dove sapevano chi fosse il nemico, qui il nemico è noto ma invisibile.
Sono fortunata che abbiamo del cibo. Ricordo che mia mamma mi diceva che durante la guerra piangeva per la fame. Ora piango per diversi motivi. Piango per la mia famiglia che è lontana e spero che stiano bene. Piango perché non so quando posso vedere di nuovo la spiaggia, prendere un caffè con gli amici o pranzare in un ristorante. Piango perché mi rendo conto che non esiste un futuro chiaro, viviamo giorno per giorno. Non è possibile realizzare grandi progetti, o realizzare sogni, non ancora.
Quello a cui penso principalmente è la mia Italia, il posto dove per tanto tempo avrei voluto essere. È stato il mio sogno di venire a vivere qui e lo scorso maggio l’ho realizzato. L’Italia è la mia casa e non c’è posto in cui preferirei essere. Mi sento italiana, sono italiana, perché negli ultimi giorni ho visto la vera bellezza dei cittadini di questo paese. Ho visto come hanno fatto musica e canzoni sui loro balconi (incluso l’inno nazionale), applausi agli operai dell’ospedale e bandiere e cartelli appesi alle finestre con “Andrà tutto bene”. È tutto positivo anche se le persone sono ansiose; molti non sono in grado di lavorare e i bambini non possono andare a scuola, ma continuiamo a sorridere comunque.
Oggi capita che sia il compleanno dell’Italia, quando gli italiani ricordano l’anniversario dell’Unità d’Italia e la nascita dello stato italiano (17 marzo 1861).
Sicuramente oggi nessuno si ricorderà di questa data ma è il giorno dove l’Italia è veramente unita in questo momento molto difficile.

 

 

Anna Kay

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